Specializzazioni mediche: agli stranieri serve una certificazione di lingua italiana C1

La varietà delle specialità mediche è grande (anestesisti, radiologi, internisti, pediatri, dermatologi e così via) e per ora gli specializzandi stranieri devono dimostrare di conoscere bene la lingua italiana. 

È una delle novità del Bando di ammissione dei medici alle Scuole di Specializzazione di Area sanitaria per l’Anno Accademico 2018/2019 pubblicato all’inizio di maggio dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca. Sarà possibile presentare le domande online, attraverso il sito www.universitaly.it, tra il 9 maggio e le ore 15.00 del 21 maggio, la prova unica nazionale per l’accesso si svolgerà il 2 luglio e gli ammessi potranno iniziare a frequentare i corsi all’inizio di novembre. 

Il bando ricorda che alle scuole di specializzazione possono accedere “alle stesse condizioni e con gli stessi requisiti dei cittadini italiani (laurea e abilitazione all'esercizio professionale, ovvero possesso del decreto di riconoscimento del titolo ai fini dell'esercizio della professione medica rilasciato dal Ministero della Salute)”, i “cittadini stranieri comunitari medici e i rifugiati politici” e i “cittadini extracomunitari medici, titolari di carta di soggiorno, oppure di permesso di soggiorno per lavoro subordinato o per lavoro autonomo, per motivi familiari, per asilo politico, per asilo umanitario, o per motivi religiosi, oppure i medici non comunitari regolarmente soggiornanti, in possesso del diploma di laurea e abilitazione italiana, o con diploma di laurea equipollente e abilitazione italiana, oppure i medici in possesso del decreto di riconoscimento del titolo ai fini dell'esercizio della professione medica”.

Eventuali cittadini extracomunitari medici (in possesso di laurea e abilitazione all'esercizio professionale, o in possesso del decreto di riconoscimento del titolo per esercitare in Italia) che non rientrano nella fattispecie di cui sopra, possono invece concorrere “per posti in sovrannumero che siano comunicati dalle Rappresentanze diplomatiche attraverso il Ministero degli Affari Esteri, previa verifica delle capacità ricettive delle strutture universitarie”. In questo caso, dovranno essere destinatari, per l’intera durata del corso, di borse di studio dei Governi dei rispettivi Paesi o di istituzioni italiane e straniere riconosciute idonee.

A tutti questi candidati stranieri è richiesto anche un altro requisito:  “Una certificazione di lingua italiana, attestante la conoscenza della lingua italiana corrispondente al livello C1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento delle Lingue (QCER) rilasciata dagli enti certificatori accreditati appartenenti al sistema di certificazione unificato CLIQ (Certificazione Lingua Italiana di Qualità): Società Dante Alighieri, Università per Stranieri di Perugia, Università per Stranieri di Siena e Università degli Studi Roma Tre”. Il C1 è, secondo il Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue il, un livello “avanzato” o "di efficienza autonoma". 

Un decreto direttoriale del 6 maggio ha però prorogato all’8 luglio il termine di presentazione della certificazione (che potrà così essere conseguita anche in una delle prossime sessioni utili organizzate degli enti certificatori) , prevedendo anche  che il semplice “possesso di una laurea conseguita presso un Ateneo italiano” sia sufficiente a dimostrare una conoscenza della lingua a livello C1, esentando, quindi, dalla presentazione del certificato. 

Fonte: MIUR

Ultima modifica il Lunedì, 13 Maggio 2019 05:22