Giornata dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza

Il 20 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La data ricorda il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

In occasione della Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, la Fondazione ISMU ricorda, che i minori stranieri in Italia al 1° gennaio 2018 sono un milione e 41mila, ovvero più di un quinto della popolazione straniera complessivamente residente in Italia.

In Italia, ogni anno nascono circa 70mila bambini e bambine con genitori entrambi stranieri, pari a circa il 15% di tutte le nascite e nell’anno scolastico 2016/2017 i giovani stranieri che hanno frequentato le scuole italiane sono stati oltre 826mila.

Inoltre, ogni anno aumentano significativamente i minorenni di origine straniera che ottengono la cittadinanza italiana: secondo gli ultimi dati disponibili, durante il 2016 le acquisizioni di cittadinanza "per trasmissione o elezione" dei minori di 20 anni di età sono state più di 80mila e hanno rappresentato il 40% del totale (202mila).

Per quanto riguarda gli "sbarcati", secondo le fonti dell’ISMU, crescono, ma solo in termini relativi, i minori non accompagnati. Nel 2016 sono "sbarcati" in Italia quasi 26mila minorenni stranieri non accompagnati mentre nel 2017 quasi 16mila e durante il 2018, fino al 5 novembre, solamente 3.368.

Se da una parte possiamo dire che in termini assoluti si è registrata una netta diminuzione dei minori stranieri non accompagnati (Msna) arrivati via mare nel nostro Paese, dall’altra parte nel 2018 si registra l’aumento della loro incidenza sul totale degli sbarcati. Quest'ultima è superiore rispetto al biennio passato e, soprattutto, rispetto al 2014 e 2015. Inoltre, sempre più spesso i minori stranieri non accompagnati giungono in Italia anche tramite rotte terrestri.

Al 30 settembre 2018, la prima cittadinanza presente e censita nelle strutture dedicate ai minori stranieri non accompagnati in Italia è quella albanese, gambiana, egiziana, guineana ed ivoriana.

Per quanto riguarda la collocazione di minori stranieri non accompagnati la Sicilia resta la regione dove si registra la massima collocazione, pari al 40% d'incidenza sul totale delle regioni che li ospitano. Il numero di coloro che si allontanano volontariamente dalle strutture di accoglienza è diminuito e i minori risultati irreperibili nelle strutture di accoglienza censite dal Ministero del Lavoro risultano la maggior parte eritrei o tunisini e dunque meno albanesi. Rispetto al 31 dicembre 2017, il numero di minori allontanatisi dalle strutture di accoglienza è però leggermente diminuito (-11,2%).

Per quanto riguarda i minori non accompagnati richeidenti asilo i dati sono in diminuzione e nel primo semestre del 2018 sono state solamente 2.857: coloro che hanno presentato maggiormente domanda di asilo sono stati, nell'ordine, gambiani (531), nigeriani (307), maliani (284), guineani (282) e senegalesi (250), tutti cioè provenienti da una ben definita area geografica dell'Africa centro-occidentale, e non dunque albanesi o egiziani.

Per tre quarti delle richieste d'asilo esaminate durante il primo semestre del 2018 si è ottenuto un esito di protezione umanitaria, per il 4% un riconoscimento dello status di rifugiati e per il 2% quello di protezione sussidiaria. I casi di irreperibilità hanno riguardato il 3% dei minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo e i dinieghi il 16%.

Fonte: ISMU

Ultima modifica il Mercoledì, 21 Novembre 2018 08:31