Agenda Europea sulle migrazioni: progressi compiuti

A 4 anni dall'adozione la Comissione Europea ha pubblicato un bilancio sui progressi compiuti nell'attuazione dell'Agenda Europea sulle migrazioni esponendo i provvedimenti ancora necessari per affrontare le sfide in materia di migrazione.

Per 3 anni consecutivi, si legge nel comunicato stampa diffuso, i dati relativi agli arrivi sono costantemente diminuiti, e i livelli attuali rappresentano solo il 10% rispetto alle cifre del 2015, quando hanno toccato la loro punta massima. Nel 2018 sono stati rilevati circa 150 000 attraversamenti irregolari lungo le frontiere esterne dell'UE. Il fatto che il numero di arrivi irregolari sia stato ridotto non è tuttavia una garanzia per il futuro, considerando la probabile persistenza della pressione migratoria. È pertanto essenziale adottare un approccio globale alla gestione della migrazione e alla protezione delle frontiere.

Secondo la Commissione Europa bisognerebbe lavorare sulle seguenti questioni

1) Rotta del Mediterraneo occidentale: deve essere ulteriormente intensificato il sostegno al Marocco, poiché la rotta del Mediterraneo occidentale ha registrato un considerevole aumento degli arrivi. Questo deve includere la continua attuazione del programma da 140 milioni di euro a sostegno della gestione delle frontiere e la ripresa dei negoziati sulla riammissione e l'agevolazione dei visti con il Marocco.

1) Rotta del Mediterraneo centrale: miglioramento delle condizioni in Libia. Devono continuare gli sforzi posti in atto attraverso la Task force trilaterale UA-UE-ONU per far rilasciare i migranti trattenuti, agevolare il rimpatrio volontario (37 000 rimpatri finora) ed evacuare le persone più vulnerabili (2 500 persone evacuate).

3) Rotta del Mediterraneo orientale: gestione della migrazione in Grecia. Sebbene la dichiarazione UE-Turchia abbia continuato a garantire una notevole riduzione degli arrivi sulle isole greche, i problemi principali in Grecia rimangono irrisolti per quanto riguarda i rimpatri, il trattamento delle domande di asilo e la questione delle sistemazioni abitative adeguate. Per migliorare la gestione della migrazione, la Grecia dovrebbe rapidamente definire una strategia nazionale efficace con l'introduzione di procedure operative.

4) Disposizioni temporanee relative agli sbarchi: sulla base dell'esperienza acquisita con le soluzioni ad hoc nell'estate 2018 e nel gennaio 2019, le disposizioni temporanee possono fornire un approccio più sistematico e coordinato a livello dell'UE in materia di sbarco. Tali disposizioni metterebbero in pratica a livello dell'UE i principi di solidarietà e responsabilità, e servirebbero come meccanismo ponte fino al completamento della riforma del regolamento Dublino.

Per quanto riguarda l'immigrazione in generale bisognerebbe affrontare le cause della migrazione irregolare, avere una maggiore gestione rafforzata delle frontiere, la necessità di rivedere le norme dell'UE in materia di asilo, percorsi di migrazione legali e integrazione.

Un altro aspetto importante è la prevenzione e la lotta contro lo sfruttamento del lavoro.

Fonte: Commissione Europea

Ultima modifica il Lunedì, 11 Marzo 2019 05:49